IMIGONGO: la decorazione d’interni da Rwanda

IMIGONGO

La decorazione d’interni dal Rwanda

IMIGONGO

Inaugurazione delle mostra mercoledì 5 dicembre presso lo Spazio Ducrot, via d’Ascanio 8, Roma. 

Imigongo è il plurale di “umugongo”, che in kinyarwanda (la lingua nazionale ruandese) significa “dorso”. Può riferirsi al dorso di una persona, di un animale, di un oggetto, oppure alla cresta di una collina come alla collina stessa. Una delle Mille Colline del Rwanda.

Verso la fine del XVIII secolo il principe Kakira, figlio di Kimenyi, re di Gisaka (nell’attuale Provincia dell’Est), introduce in Rwanda tale arte per decorare gli interni, che diventerà tipica del paese.

Trasmessa oralmente dalle donne di generazione in generazione, quest’arte si è vista minacciata all’indomani del genocidio del 1994: molte abitazioni decorate sono state distrutte e moltissime donne portatrici della tradizione hanno perso la vita nel conflitto.

Dal 2001 un’associazione fondata da vedove sopravvissute al genocidio si è impegnata a far rivivere le antiche tecniche, minacciate anche dall’introduzione di colori industriali. Oggi, oltre all’Associazione Kakira, nella Provincia dell’Est vi sono diverse cooperative di donne che producono Imigongo e li esportano nella capitale Kigali e all’estero.

I motivi tradizionali sono forme geometriche risultanti da combinazioni di costruzioni simmetriche elementari: losanghe, parallelogrammi, quadrati o spirali.

Originariamente le decorazioni venivano create direttamente sulle pareti, ricoprendo alcune zone con un impasto di sterco di vacca e quindi dipingendo le forme così create con colori ottenuti da pigmentazioni naturali. Il bianco veniva prodotto dal caolino, il rosso dalle terre argillose e il nero dalle ceneri di bucce di banane miscelate con succo di foglie d’aloe e i frutti dell’umutobotobo (solanum aculeastrum).

Attualmente le opere vengono realizzate su tavolette di legno, dove le donne disegnano dei motivi geometrici che poi seguono applicandovi sopra l’impasto, modellato a formare degli avvallamenti e delle creste. Una volta che l’impasto è seccato, vi si applica un primo strato di colore giallo-beige, quindi tutti gli altri colori.

I proventi delle vendite saranno utilizzati da “Progetto Rwanda” per finanziare la Scuola Materna Amahoro di Kicukiro (Kigali, Rwanda), che ogni giorno accoglie 45 bambini delle famiglie più povere della zona.

Progetto Rwanda Onlus
Progetto Rwanda è una onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) laica impegnata dal 1996 a favore dell’infanzia e dei diritti delle donne in Rwanda.
Le attività dell’Associazione si sono concentrate inizialmente sul sostegno a distanza degli orfani, un modo diretto per offrire un aiuto economico e affettivo a migliaia di bambini traumatizzati dal genocidio che nel 1994 ha lacerato il paese. L’impegno, in seguito, si è esteso anche ad altre categorie a rischio con l’obiettivo di sostenere le persone più vulnerabili, favorendo la scolarizzazione dei giovani, la formazione professionale delle donne vedove e senza lavoro e il loro supporto psicologico attraverso l’attivazione di scuole e mense scolastiche, di centri di formazione professionale, e la costituzione di cooperative di donne.
Progetto Rwanda interviene nel paese attraverso la collaborazione con partner locali: singole persone vittime del conflitto e Associazioni di provata serietà nella convinzione che una pace duratura e uno sviluppo sostenibile possano essere costruiti soltanto rafforzando le capacità locali, le reti di solidarietà, l’auto-sviluppo e la consapevolezza dei propri diritti.

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