Simona Angioni: Walk the Casbah

SOLO A PIEDI SI PUÒ SCOPRIRE MARRAKECH, LA CITTÀ CHE NON CONOSCE SILENZIO

Walk the Casbah - Simona Angioni

Agenzia FOS

Il sole accende la città color ocra. Sulle mura infuocate, le cicogne battono i becchi. Hanno nidi che sono cerchi perfetti. Nell’alba che esplode, il muezzin alza la voce fino alla fine del cielo. Marrakech si scopre solo a piedi. Nessun altro mezzo di trasporto può davvero portarti dentro.

I miei passi puntano in tutte le direzioni possibili. Arrivo a piazza Djemaa el Fna.

Il tempo di una spremuta di pura arancia, un’occhiata a scimmiette, incantatori di serpenti, scrivani, musicisti gnawa, e via. Non è il mio posto preferito, questo. Troppo centro.
La piazza è il cuore della città, ma intorno c’è un corpo scomposto e inquieto che racconta storie più interessanti. Aveva ragione Elias Canetti: Marrakech non sta zitta un attimo. Urla, sussurra, balbetta, chiacchiera senza sosta. Ti arriva prima nelle orecchie, e poi penetra negli altri sensi. Nel suq, i venditori vorrebbero avvicinarti, ma hanno un’insistenza che allontana. Sorrido sempre.

Schivo i corpi che mi chiamano, ma sorrido. Un bambino scalzo mi porta nel quartiere dei conciatori di pelle. L’odore è troppo forte.
Si sopporta solo con un mazzetto di menta sotto il naso. Per terra fango, e nelle vasche un ribollire grigiastro. Gli uomini stanno chini, circondati da mucchi di pelo appiccicoso e scuro.

Senza accorgermene prendo per mano il mio piccolo accompagnatore. Andiamo via ed è lui che si prende cura di me.
Lui che è la metà di me. I bambini sono dappertutto, qui. Sono architettura. Riempiono le strade di trottole e risate forti. Danno calci alle palle che a loro volta prendono a calci i muri nei rimbalzi. Dopo il gioco, i piccoli scompaiono dentro buchi che sono le porte delle loro case che non riesco a immaginare.

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Simona Angioni

Nata a Cuneo, mi laureo a Parma in Lettere Moderne, con una tesi sul personaggio di Medea. Oggi sono il Direttore Creativo Associato di un’agenzia di pubblicità milanese e un’autrice teatrale.
Ho pubblicato due racconti nelle antologie di Terre di Mezzo e articoli su diversi periodici. Scrivo da sempre racconti, sceneggiature, recensioni, reportage di viaggio e liste ossessive di cose da fare. Faccio anche delle fotografie, perché amo la luce.
Ringrazio, in ordine sparso: Art Fry per aver inventato i post-it, il teatro, i boschi, le spezie, la primavera, il cinismo, l’Asia, i Radiohead e quasi tutte le parole.

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