Simona Angioni: Cartoline da New York

SOTTO LA BUCCIA DELLA GRANDE MELA, PER COGLIERNE IL SUCCO

New York

New York – agenzia Fos

La Grande Mela buca un cielo alto. E tra i grattacieli l’azzurro sbuca sempre. Sempre.

Per questo si respira a pieni polmoni, nonostante l’inquinamento da traffico e rumori. Per questo è bello passeggiarci.
Niente yellow cab, silver subway, black limousine: solo chilometri di passi lungo strade larghe e pulite. Nessun vicolo, da queste parti. E nessun monumento da cercare. Perché le “cose da vedere”, a Manhattan, sono sempre grandi. E sembra che siano loro a venirti incontro.

L’Empire State Building è lì, a qualunque incrocio ti trovi. Una siringa art déco di 443 metri. Gli ascensori pieni di facce ti sparano su a velocità supersonica. I piani rimangono indietro, uno dopo l’altro. Così arrivi in alto. In alto davvero.

Le case diventano cubetti, le strade strisce di garza grigia e le auto miniature.

Solo Central Park resta grande, un tappeto verde gonfio di vita. E anche quando ti ci trovi in mezzo, la sensazione di ampiezza non cambia.

Ci passi ore e ti godi New York, senza la velocità di New York.

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Simona Angioni

Nata a Cuneo, mi laureo a Parma in Lettere Moderne, con una tesi sul personaggio di Medea. Oggi sono il Direttore Creativo Associato di un’agenzia di pubblicità milanese e un’autrice teatrale.
Ho pubblicato due racconti nelle antologie di Terre di Mezzo e articoli su diversi periodici. Scrivo da sempre racconti, sceneggiature, recensioni, reportage di viaggio e liste ossessive di cose da fare. Faccio anche delle fotografie, perché amo la luce.
Ringrazio, in ordine sparso: Art Fry per aver inventato i post-it, il teatro, i boschi, le spezie, la primavera, il cinismo, l’Asia, i Radiohead e quasi tutte le parole.

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