“Il profumo del Mediterraneo” di Flavia Amabile

“Il profumo del mediterraneo” il video trailer su lastampa.it, di Flavia Amabile

Chi ha ucciso il padre, il più celebrato maestro di profumi del Mediterraneo? Qual è il segreto della sua essenza più famosa? La figlia, ammalata di sclerosi multipla, intraprende un viaggio nel Mediterraneo alla ricerca dei suoi ingredienti, la sua unica speranza di lasciare qualcosa in eredità alla figlia. Dai giardini di aranci in Andalusia alla valle delle rose che crescono sulle montagne dell’Atlante in Marocco,dalle colline del mirto a Cipro alle essenze di gelsomino vendute nei vicoli della città vecchia al Cairo, il suo è un viaggio nel declino di un corpo e di una regione un tempo considerata la culla della civiltà. E’ l’ultimo romanzo di Flavia Amabile, ecco il videotrailer.



Il viaggio raccontato nel romanzo parte da Roma e si arriva in Egitto, con un itinerario dall’oasi del Fayyoum al Cairo, terra di gelsomini, di miseria e di corruzione.
La seconda tappa è in Tunisia nella riserva dell’Ichkeul, una riserva della biosfera dal 1977 e fa parte dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal 1980. Tra il 1996 ed il 2006 è stato inserito tra quelli in pericolo. Le dighe costruite sugli immissari ha causato pesanti cambiamenti all’equilibrio ecologico di lago e paludi, hanno messo in pericolo la migrazione annuale di uccelli tra l’Africa e il Nord Europa, e il suo lentisco, una delle erbe e dei profumi più poveri del Mediterraneo.
La terza tappa è in Marocco, sulle montagne dell’Atlante, dove si apre un’incredibile valle delle Rose, a Kelaa ‘M ‘Gouna, patria di una pregiata varietà di rose ma anche di un inquinamento che raggiunge livelli elevatissimi a maggio durante il festival delle rose che attira migliaia di persone e mezzi.
La quarta tappa è in Spagna, terra di aranci, zagare, sfruttamento di immigrazione clandestina.
La quinta tappa è in Francia, nella valle d’Aspe, terra di timo e Pirenei dove negli anni Novanta si combattè una difficile battaglia molto simile a quella dei Notav per evitare la costruzione della galleria del Somport per collegare la Francia alla Spagna.
La sesta tappa è in Grecia, tra i pini di Pendeli nel Peloponneso dove nei boschi si trova il terebinto ma anche una forte speculazione edilizia.
La settima tappa è nella parte turca di Cipro, a Rizokarpasso dove cresce il mirto e dove vivono gli ultimi greci, prigionieri nella terra dove sono nati.
L’ottava tappa è in Calabria, a Roghudi, terra di ginestre selvatiche e di una speculazione che fa ogni anno allagare la zona.

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