Tra Procida, Napoli e dintorni: Centane di Gea Palumbo

Martedì 20 Marzo presso lo Spazio Ducrot di Roma ci sarà la presentazione del libro “Centane” di Gea Palumbo, dove si narrano i casi di Maria, delle sue figlie, dei loro discendenti e collaterali vissuti tra Procida, Napoli e ditorni.

Centane, come ci racconta questo libro, è il nome di un’antica contrada dell’isola di Procida, un posto tranquillo e appartato, dove ciascuno si appoggiava ad un altro e “la vite si sposava all’olmo”; un luogo affacciato sul mare dalla parte di Ischia, dove il tempo scorreva più lentamente che altrove, “tanto lentamente che lì la vita durava, come sembrava dire anche il suo nome, cent’anni”.

E per cento anni e più l’autrice segue le vicende di una famiglia che a Procida si trova da sempre. Ed è proprio in questo luogo di tranquilla bellezza, tuttavia, che la vita sembra mostrare, ad alcuni dei personaggi di questa storia, tutta la casualità dell’esistenza umana che difficilmente essi riusciranno ad accettare.  E se un po’ tutti i personaggi di questa vicenda sono convinti che destino e nomi si intersecano indissolubilmente, Minichino, il marito di Genoveffa, sulla base di un’interpretazione tutta personale dell’antico atomismo e della teoria del clinamen, si angustia ogni volta che pensa che la sua terra, con tutti i suoi abitanti, le sue piante e i suoi animali da mille e mille anni, come dice il suo stesso nome (Procida, Proiettata, Gettata fuori), non sarebbe mai esistita se solo il vulcano di Ischia avesse eruttato la sua lava da un altro lato, nel mare più profondo.

Nella nostra storia il passato si intreccia col presente nella complessità della memoria che cambia con le generazioni. E mentre le donne paiono trovare, anche nei momenti più drammatici, la via per una rassegnata felicità, l’inquietudine segna più pesantemente il filo delle generazioni degli uomini. Con i nomi che si ripetono sempre uguali, trasformati solo nelle infinite varianti di diminutivi e vezzeggiativi, ciascuno crede di portare, più o meno consapevolmente, le declinazioni del caso.

Come l’animo dei personaggi passa -e non sempre gradualmente- da una religiosità totale e pervasiva, ad una complessità piena di dubbi, così il paesaggio che si distende, al di qua e al di là di del golfo di Napoli, da Procida al Monte di Procida a Pozzuoli e fino a Gaeta, dall’antica Baia ad Arco Felice, al Fusaro e alla stessa Napoli, si presenta ora nella bellezza antica e perfetta dei suoi ruderi monumentali, ora stravolto da una disincantata modernità.

 

Sul sito della casa editrice ARACNE è possibile leggere la prefazione di Isabella Ducrot.

 

RSVP | eventi@viaggidellelefante.it

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