La Patagonia di Simona Angioni

La terra dove finisce la Terra

Patagonia

LE EMOZIONI FORTI DELLA PATAGONIA E DELLA NATURA CHE DIVENTA OSSIMORO

«Il viaggio non solo allarga la mente. Le dà forma», scriveva Bruce Chatwin. Uno che la Patagonia la conosceva sul serio.
Uno che si era perso, e ritrovato, ascoltando il vento e ammirando il vuoto. Il Sud del mondo è rarefatto ma potente. È un ossimoro. È luce diagonale e cielo così basso che ci inciampi mentre cammini.

La Patagonia, i fiordi della Tierra del Fuego e Cape Horn sono leggende, prima che luoghi. Qui finisce il mondo degli uomini e inizia il regno della natura. Ushuaia è la capitale della Terra del Fuoco argentina. Città di frontiera. Tabacchi e liquori. Poche case con i tetti spioventi di lamiera colorata. Sono in pochi a sceglierla.

Più che altro è la vita a scaraventarti quaggiù.

Da Ushuaia ci si imbarca per Capo Horn. Se la desolazione può essere poetica, succede su quest’isola minuscola che urla se stessa al vento.
Brulla, fradicia di oceano, sola. Nel faro vive il guardiano con la famiglia. Nella cappella di legno convivono un’immagine del Papa, un piccolo Buddha e altre icone sacre.

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Simona Angioni

Nata a Cuneo, mi laureo a Parma in Lettere Moderne, con una tesi sul personaggio di Medea. Oggi sono il Direttore Creativo Associato di un’agenzia di pubblicità milanese e un’autrice teatrale.
Ho pubblicato due racconti nelle antologie di Terre di Mezzo e articoli su diversi periodici. Scrivo da sempre racconti, sceneggiature, recensioni, reportage di viaggio e liste ossessive di cose da fare. Faccio anche delle fotografie, perché amo la luce.
Ringrazio, in ordine sparso: Art Fry per aver inventato i post-it, il teatro, i boschi, le spezie, la primavera, il cinismo, l’Asia, i Radiohead e quasi tutte le parole.

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