Baron’s Hotel di Aleppo, dove alloggiava la storia

Lo storico albergo era amato da re, generali, spie e scrittori. Ora va in rovina, ma il titolare Armen non vuole abbandonarlo.

di Flavia Amabile

«Madame Flavia, la Siria è finita, Aleppo è finita». Armen Mazloumian fa una pausa, si sente un silenzio irreale. Baron’s street ad Aleppo è sempre stata una strada trafficatissima, popolatissima ad ogni ora del giorno e della notte, nel pieno centro, a 5 minuti dal suq. I clacson delle auto, la musica dei negozi e delle radio, le voci della folla sono sempre state un sottofondo continuo ai limiti del sopportabile.

Oggi è una strada muta, deserta e il deserto di tanto in tanto interrotto dallo scoppio di una bomba o dal rumore dei mezzi dell’esercito del governo che lì ha una postazione fissa. Al centro della via c’è ancora lui, il Baron’s Hotel, l’albergo aperto nel 1911 dalla famiglia Mazloumian che da sempre dà il nome alla strada, un omaggio alla sua storia, perché lo sanno: la sua storia è la storia della Siria. E guardano al suo destino per capire che cosa ne sarà di questo Paese.

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