Cartina Asia centrale

La mia carta geografica dell’Asia Centrale

Cartina Asia Centrale

Questa carta geografica è il frutto di cinque viaggi in questa terra di mezzo, centrale come l’ombelico dell’Asia.

Un piccolo libro annesso alla copertina descrive i siti principali e i relativi monumenti più significativi. Accanto ad ogni sito c’è un numero e le coordinate per rintracciarlo facilmente sulla mappa. La copertina è stata dipinta dall’amica e celebre artista Wendy Artin.La prima volta che ho visitato l’Asia Centrale, era nel 1978, a fine Agosto. Avevo 14 anni e viaggiavamo, io e mio fratello Giuseppe insieme ai nostri genitori e ad un gruppo di loro amici. Arrivare a Taskent dopo almeno 6 ore di volo con un Tupolev quadrimotore ad elica e sedili praticamente di legno era già un’esperienza. Ricordo il sapore della concorrente sovietica della Coca Cola servita in volo da hostess platinate. Visitammo solo Tashkent, Bukhara e Samarcanda e mi restarono soprattutto due indimenticabili ricordi: Bukhara era una vera oasi, completamente circondata dal deserto, la periferia era piccolissima e l’hotel Bukhoro isolato nel nulla e dominante le case di fango del centro storico.  Cartina Asia centrale

Oggi Bukhara è una grande città agricola, agricoltura che causò l’esaurirsi dell’acqua nel Mare di Aral e la salinizzazione dei campi. Il secondo ricordo è legato a Samarcanda, nella piazza del Registan tra i detriti di un restauro un po’ troppo energico, “scopro” un frammento grande di mosaico di mattonelle invetriate che portai in Italia con me passando l’indifferenza del doganiere sovietico per il quale questo oggetto non era così prezioso. Questo frammento di Samarcanda lo costodisco ancora a casa. In Uzbekistan son tornato poi nel 1992 per avviare una prima programmazione di viaggi per Viaggi dell’Elefante e finalmente visitai Khiva, dalla quale raggiunsi le meravigliose rovine di Khunya Urgench (Turkmenistan), la valle della Fergana con Osh (Kyrgyzstan), Termez al confine con l’Afghanistan. Il terzo viaggio, veramente avventuroso, è stato con un gruppetto di amici nel 1994 per “aprire” il percorso carovaniero della Via della Seta andando dall’Uzbekistan all’ Iran passando per Merv (la moderna Mary, in Turkmenistan), Sarakhs (la frontiera era aperta da solo 2 settimane), entrando in Khorasan (Iran). Arrivammo fino all’Azerbaijan iraniano per “scoprire” Takht-e-Sulaiman uno dei 10 luoghi che amo di più al mondo.

Il quarto viaggio in Asia Centrale, nel 1997, è stato il mio viaggio di nozze!

Con Francesca siamo andati in lungo e largo per Uzbekistan e, classico dei viaggi di nozze, siamo andati anche al mare! Ovviamente il Mare di Aral, il mare più piccolo del mondo, già allora quasi prosciugato. Viaggiammo su un elicottero col quale partimmo da un giardinetto pubblico di Urgench per poi andare a vedere i pescherecci nel deserto, cammelli pascolare sull’antico letto del mare, un ex porto di ex pescatori già a 150 km di distanza dal nuovo bagnasciuga e un bellissimo castello lungo l’Amu Darya. Visitammo le montagne del Pamir tutte ingiallite dalle magnifiche rose “fetide” fiorite e con l’archeologo Claude Rapin, che lavorava ad Afrasyab (l’antica Samarcanda) visitammo lo scavo delle Porte di Ferro, la muraglia che separava il mondo ellenistico da quello delle tribù nomadi centro asiatiche. Francesca, appassionata di mari e di vita di mare e che aveva urgenza di vedere per tempo un mare che sta scomparendo, adorò questo viaggio, e io non mi sono mai stancato di adorare lei. Nel quinto viaggio siamo andati dall’Uzbekistan al Pakistan passando per le carovaniere del Kyrgyzstan e Cina e percorrendo la Karakorum Highway.

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