Nuovi Turismi: introduzione al libro – prima parte

Se c’è un settore industriale che ha subito i più radicali cambiamenti negli ultimi 30 anni è proprio il turismo.

Queste trasformazioni strutturali non si sono affatto esaurite e proseguono senza dare respiro ne agli operatori, ne agli investitori, ne paradossalmente agli stessi turisti, una minoranza di turisti. Il mercato detta legge con infinità di correnti, mode, abitudini, velocità inseguite disperatamente dai gestori tradizionali del settore: i mass media, i tour operators, le agenzie di viaggio, i vettori e gli alberghi. Avete mai provato a confrontare contemporaneamente una delle più autorevoli riviste di turismo inglese, americana, giapponese, indiana e italiana contemporaneamente?

Pieno di banalizzazioni, ripetizioni, tutte molto simili tra loro.

Saranno forse meglio dei cataloghi dei tour operators, ma non riescono proprio a soddisfarci, non riescono ad andare oltre i troppi consigli interessati, e spesso si difendono con bellissime foto. Oggi la vera piattaforma di offerta sono i social networks, primo tra tutti Facebook dove vive la più ampia e caotica tempesta di idee e di scelte, la più globale anarchia, il più sfrenato individualismo. Questa folle condivisione di esperienze ha principalmente cambiato i parametri di scambio di emozioni e di idee e certamente il mondo del viaggio (qualsiasi esso sia) ne è diventato uno degli elementi più simbolici e positivi.  Mi sembra di rileggere un pò i temi e le idee della controcultura (anni 70’) ma con uno strumento milioni di volte più potente, globale e capillare al tempo stesso e libero dalle ideologie del 900’. E’ partito quindi un inseguimento tra le tendenze del viaggiare in continua evoluzione e un’industria turistica che cerca di reagire per recuperare la leadership dell’organizzazione (o ingabbiamento?) dello spirito libero del viaggio. E nel frattempo negli ultimi 20 anni, da quando internet si è fortemente imposto, molti tour operators sono morti, molte agenzie di viaggio sono scomparse o si sono aggregate, i vettori si sono fusi. E una moltitudine di portali son nati. In questo scenario così mobile emerge un punto centrale nel quale si contrappongono due tendenze. Da un lato la domanda, non soddisfatta dall’offerta e che pretende fortemente di meglio. Dall’altro l’industria turistica, che prova a stare al passo, ma è ben lontana dal soddisfare le esigenze del mercato.

Ma cos’è che tiene da tanto tempo così distanti domanda e offerta? Si tratta di un condizione specifica del mondo del turismo, anzi del mondo dei servizi o tocca anche altri settori?

Una delle caratteristiche del turismo, è quella di aggregatore di ogni settore economico. Il turismo in sostanza non è un settore a se, autonomo, ma è aggregatore di tutti gli elementi di vita e del territorio nel suo insieme: infrastrutture, servizi, paesaggio, ambiente, popolazione, tradizioni, ecc. L’identità del territorio nel suo insieme. Non sarà quindi che questo scostamento sia proprio da attribuire al modo in cui viene pianificato lo sviluppo del territorio? Sarà forse per questo che il termine “turismo” ha da qualche decennio assunto un significato negativo e dispregiativo, in contrapposizione alla parola “viaggiare”? Tutte domande a cui gli autori di questo libro esplicitamente ed implicitamente rispondono.

Continua

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>