Gigantografia nello Spazio Ducrot

L’Itala, il Principe Scipione Borghese, Luigi Barzini e la gara Pechino – Parigi.

Era una bella giornata del 1987 quando, sempre alla ricerca di vecchie motociclette, sotto la rupe di Orvieto mi sono imbattuto, dentro un capannone, in un grande cassone di legno. L’ho girato, togliendoli quel poco di fieno che lo copriva, ed è uscita fuori una gigantografia. L’immagine era proprio bizzarra: una vecchia automobile, sopra una strada ferrata, lungo le sponde di un fiume o lago. Due signori guardano il fotografo in una posizione come se volessero mostrare il luogo e la macchina, non certo se medesimi.

Gigantografia

La Gigantografia all’interno di Spazio Ducrot

Decisi che quel giorno avrei portato a casa quel cassone, che dopo poco scoprii retro illuminato.

Anni dopo lessi su Quattroruote dell’Itala della macchina del Principe Borghese che vinse la gara Pechino-Parigi. Il racconto “La Metà del mondo da un’automobile: da Pechino a Parigi in sessanta giorni” pubblicato da Hoepli nel 1908 e scritto da Luigi Barzini senior, di origine orvietana. E pochi mesi dopo trovai in una bancherella la prima edizione del libro dove a pagina 241 è stampata la foto del grande cassone retroilluminato. Poco dopo trovai anche la mappa originale del viaggio.

Oggi, per chi desiderasse vedere queste tre magnifiche testimonianze di un epica avventura, potrà ammirare la gigantografia, il libro e la carta presso lo Spazio Ducrot.

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