Storia di un raro marmo antico: la breccia di Hereke 1

Hereke è un piccolo porto di pescatori lungo la costa del mare di Marmara, a circa 70 chilometri da Istanbul, in uno di quei luoghi che anche agli occhi di un distratto osservatore di carte geografiche fa da pensare che Qualcuno lassù, in un giorno di vivacità fanciullesca, sia messo a modellare come un bambino la Terra.

Il Bosforo, le isole dei Principi, il Corno d’Oro, i Dardanelli, il golfo di Izmit: tutto questo a dividere due mari come il Mar Nero e il Mar Mediterraneo in un gioco unico di vasi comunicati che collegano l’Atlantico alla Russia e il Caucaso. E noi invidiosi di tanto divertimento, abbiamo aperto Suez. Il gioco con la Natura è anche geologico: qui infatti ci sono le immense cave di marmo bianco detto Proconneso, inconfondibile per le striature bigie, quasi azzurre e per la grana grossa, solforosa alla frattura e tenero allo scalpello. E appunto ad Hereke ci sono le cave di uno strano conglomerato naturale che dalle prime passeggiate ad Istanbul mi ha subito affascinato. Poi ho scoperto che Santa Sofia, alcuni Imperatori e i Sultani della Sublime Porta l’hanno usata largamente. Se ne volete sapere di più vi invito a leggere il mio studio a riguardo.

________________________________________________

Approccio metodologico per il riconoscimento della pietra antica: l’esempio della «Puddinga di Hereke»

Puddinga di Hereke Inciampare su un frammento di pietra e maledirlo, sarà capitato а molti; mаpoi, colpito dall’aspetto, riavvicinarsi, genuflettersi con riverenza e gentilmente accarezzarlo, pulirlo attentamente, lavarlo con rispettosa espettorazione, è ciò che molto probabilmente è successo а Lei, lettore di que-sto testo, соmе é capitato all’autore, mentre passeggiava sotto i porticati del Topkapi. E cosi che nasce la più parte degli studi sui li-toidi utilizzati in architettura, ed e cosi che nasce questo dedicato alla «Puddinga di Hereke».
Lo studio si prefigge di tracciare lа storia dell’impiego della «Puddinga di Hereke», dalle ori-gini ad oggi, lungo un itinerario tra reperti architettonici in situ е non, sarcofagi, elementi di reimpiego, ubicati principalmente ad Istanbul, mа anche in Italia e Grecia.

Metodologicamente, il presente lavoro si avvale del riconoscimento macroscopico del litoide, elencando le caratteristiche morfologiche e le “variеtà”, ovvero i principali elementi di distinzione del litotipo: i caratteri cromatici del cemento e del-le particelle inglobate, lа forma dei sedimenti clastici, gli elementi intraclastici, i riempimenti vari come la calcite, le screziature, laminazioni, lа frattura, insomma tutto ciò che ai miei occhi e parso distintivo nella «Puddinga di Hereke».

A breve con la seconda parte

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>