Storia di un raro marmo antico: la breccia di Hereke 2

Segue da Storia di un raro marmo antico: la breccia di Hereke 1

Puddinga di Hereke

L’apporto della fotografia e molto utile а questo riguardo, mа evidenzia anche lа debolezza di un riconoscimento, che senza il definitivo responso dell’analisi petrografica, risulterà parziale. Non meno importante е l’utilizzo della nomenclatura, che in questo caso ha origine dal luogo di estrazione, mentre il termine antico e troppo generico per l’attribuzione al nostro litoide. Per concludere, il seguente studio vuol contribuire al riconoscimento della «Puddinga di Hereke», per coloro che, in cantieri archeologici, di restauro о architettonici, si devono avvalere, in prima analisi, di un riconoscimento macroscopico del litoide senza l’utilizzo di analisi geologiche о petrografiche.

 INTRODUZIONE

Il Corsi con un riferimento squisitamente gastronomico ricorda che il termine puddinga ha origine dal confronto tra una pietanza britannica, chiamata pudding, ed i conglomerati litici composti da ciottoli arrotondati1. Lа puddinga fa parte della classe delle rоссе clastiche ed e costituita da detriti sedimentari а forma di ciottoli arrotondati di varia natura e dimensione, fino а polverulenti, tanto allo stato di conglomerati per cemento di provenienza esterna, quanto allo stato incoerente; il cemento può esse-re di natura calcarea, silicea о argillosa2. Tutti i reperti qui esaminati sono stati riuniti per la prima volta e provengono prevalentemente da Istanbul, visto che il litoide venne estratto principalmente per soddisfare 1′esigente mercato costantipolitano. Altri esempi si trovano а Venezia, Roma е Monreale3.

NOMENCLATURA

Nome classico: Lapis Hexecontalithos4 (?), La-pis Hekatontalithos5(?). Nome corrente: puddinga di Hereke; pietra di Hereke e Hereke Tasi, ovvero Pietra di Hereke6. Con Lapis Hexecorttalithos о Lapis Hekatonta-lithos, si intendono quelle pietre citate da autori classici e bizantini per descrivere le particolari do-ti decorative di alcuni litoidi. Il significato dei termini citati non va inteso solo соmе erudito mа erano anche in uso degli scalpellini del tempo, per definire le puddinghe e le brecce policrome7. Sono comunque troppo generici per poterli attribuire con sicurezza ad una pietra precisa. Oggi gli scalpellini istanbulioti denominano Hereke Tasi (Pietra di Hereke), lа puddinga usata nell’architettura ottomana, denominazione adottata in seguito dagli studiosi per l’identificazione del nostro litotipo8. Hereke e il luogo di provenienza ed estrazione della puddinga, cittadina della Bitinia settentrionale, che affaccia verso in golfo di Izmit а росо meno di km 30 ad ovest dall’antica Nicomedia (Izmit). Vi sono altre denominazioni occasionali tra cui le рiù comuni (еmeno fantasiose) sono “Red Limestone”9 е “Marbre Tacheté”10.

Non esistono varianti del nome per distinguere le singole varietà.

A breve con la terza parte

1 F. Соrsi Delle pietre antiche, (3′ ed.), Romа 1845.

2 М. PIERI, Marmologia: dizionario di marmi e graniti italiani ed esteri, Milano 1966.

3 Esemplari della stessa specie litica sono presenti in altri centri tra i quali spicca per quantità Venezia dove, per la maggior parte, si tratta di materiale di «saccheggio».

4 Plinio, МН., XXXVII, ed. D. Е. Eichholz, London 1971, 60; С. I. SOLINUS, Collectanea rerum memorabilium, Berlino 1895.

5 COSTANTINO КОМО, Ekfrasis, (ed. Е. Legrand), in REG, IX, 1896, рр. 686-702.

6 Cfr. R. GNOLI, Marmora Romana, Roma 1988, рр. 90, 118, 119, 185, 208, 232.

7 COSTANTINO RODIO, op. cit. а nota n. 5, рр. 293-4.

8 R. Gnoli, ор. cit. а nota 6, la denomina «puddinga di Hereke», cfr. р. 90, nota n. 2, fig. 293.

9 N. FIRATLI, А Short Guide to the Byzantine works of Art in the Archaeological Museum of Istanbul, Istanbul 1955, рр. 20, 40.

10 J. EBERSOLD, Mission Archeologique de Costantinople 1920, Paris 1921, р. 19.

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